P R O S A

Buone Pratiche Trasferibili

Cos'è una Buona Pratica Trasferibile (BPT)

Una Buona Pratica Trasferibile (BPT) è un progetto o programma di prevenzione e promozione della salute che riesce a ottenere i migliori risultati possibili in un determinato contesto — non per caso, ma perché è costruito con metodo, rispetta i valori dei destinatari ed è documentato in modo da poter essere riproposto altrove.

In termini più precisi, una BPT è «in armonia con i principi e i valori sia dei destinatari sia della promozione della salute, coerente con le prove di efficacia e ben integrata nel contesto ambientale e socioculturale in cui si realizza» (Kahan e Goodstadt, 2001).

Tre sono le caratteristiche fondamentali che la contraddistinguono:

  • Efficacia pratica: il progetto dimostra di aver raggiunto gli obiettivi prefissati in un contesto reale, con risultati concreti e misurabili (Leone, Prezza, 1999)
  • Trasferibilità: è descritto e documentato in modo così chiaro e completo da poter essere adattato e riproposto in altri territori, comunità o servizi (Ng & De Colombani, 2015)
  • Sostenibilità: è pensato per durare nel tempo, al di là del finanziamento iniziale, grazie a collaborazioni solide, alla formazione degli operatori e all'integrazione nelle politiche locali (WHO, 2005)

A cosa serve riconoscere una Buona Pratica Trasferibile?

Identificare e valorizzare le Buone Pratiche Trasferibili risponde a quattro esigenze concrete, utili sia per chi realizza interventi in campo sanitario e sociale, sia per chi deve prendere decisioni:

  • Certificare la qualità: riconosce ufficialmente il valore di un progetto già realizzato (o in corso), rendendolo visibile, credibile e spendibile anche in altri contesti al di fuori di quello in cui è nato
  • Diffondere il metodo: la Griglia BPT non è solo uno strumento di valutazione — è anche una guida concreta alla progettazione, per chi vuole costruire interventi rigorosi e basati sulle evidenze scientifiche
  • Formare gli operatori: insegnanti, operatori sanitari, educatori, volontari — chiunque voglia descrivere in modo efficace il proprio lavoro trova nello strumento BPT un percorso auto-formativo pratico e strutturato
  • Supportare le decisioni: dirigenti, responsabili di servizio e amministratori pubblici possono fare riferimento alle BPT per scegliere interventi di provata qualità, evitando di reinventare ogni volta dall'inizio o di replicare esperienze già documentate come inefficaci

Come documentare un progetto per la candidatura BPT

Prima di pensare alla candidatura formale, vale la pena chiedersi: il mio progetto è documentato in modo che qualcun altro, leggendolo, possa capire davvero cosa abbiamo fatto, come lo abbiamo fatto, come lo abbiamo valutato e se potrebbe funzionare anche altrove?

Una pratica ben documentata deve essere corredata di:

  • Il documento progettuale completo e la relazione finale (o intermedia) con i dati di valutazione di processo e di impatto
  • Gli strumenti usati per analizzare il contesto e i bisogni della popolazione destinataria
  • Gli strumenti adottati per la valutazione di processo e di risultato
  • I materiali operativi usati negli interventi (kit didattici, schede, guide operative…)
  • I materiali di comunicazione prodotti (locandine, video, pagine web…)
  • Una bibliografia su prove di efficacia, modelli teorici e buone pratiche di riferimento
  • Gli eventuali atti ufficiali che formalizzano il gruppo di lavoro (delibere, determine dirigenziali…)
  • Allegati nominati in modo chiaro, il cui titolo permetta di capire subito il contenuto

Due risorse utili per costruire o migliorare la documentazione:

  • La Griglia BPT: lo strumento ufficiale di valutazione, usabile anche in autonomia come guida alla progettazione
  • La Guida alla Progettazione: approfondisce ogni criterio con definizioni, esempi applicativi e riferimenti bibliografici (attualmente in fase di revisione)
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La Griglia BPT: come viene valutato un progetto

La Griglia BPT è lo strumento sviluppato da DoRS — Centro Regionale di Documentazione per la Promozione della Salute (ASL TO3, Regione Piemonte) — per valutare in modo sistematico la qualità metodologica e la trasferibilità di un progetto di prevenzione.

Nata nel 2011 e aggiornata nel 2020 anche grazie al confronto internazionale (EuroHealthNet, Joint Action Europea Chrodis Plus, conferenza IUHPE di Trondheim 2018), la Griglia è composta da 71 domande a risposta Sì/No, organizzate in tre grandi aree:

A — Principi e Valori  15 domande · 3 criteri

Verifica se il progetto è costruito su basi etiche solide e coinvolge davvero le persone, non solo come destinatari passivi:

  • Equità nella salute: il progetto riconosce le disuguaglianze (sociali, economiche, geografiche) e adotta azioni concrete per ridurle
  • Empowerment: aiuta i destinatari ad acquisire competenze, consapevolezza e capacità di fare scelte più salutari
  • Partecipazione: i destinatari sono stati coinvolti attivamente nelle fasi di progettazione, realizzazione e valutazione
B — Progettazione e Valutazione  40 domande · 9 criteri

Verifica la solidità del metodo, dall'analisi dei bisogni fino alla misurazione dei risultati:

  • Analisi del contesto locale e dei determinanti di salute
  • Scelta motivata del setting di intervento (scuola, luogo di lavoro, comunità…)
  • Riferimento esplicito a teorie e modelli di progettazione riconosciuti
  • Coerenza con prove di efficacia ed esempi di buona pratica già documentati
  • Obiettivi SMART: Specifici, Misurabili, Attuabili, Rilevanti, Temporalmente definiti
  • Descrizione chiara degli interventi, delle attività e del calendario operativo
  • Risorse, tempi, vincoli e opportunità inattese
  • Valutazione di processo (come è andato?)
  • Valutazione di impatto e di risultato (cosa è cambiato?)
C — Sostenibilità e Trasferibilità  16 domande · 4 criteri

Verifica se il progetto è costruito per durare nel tempo e per poter essere riproposto in altri contesti:

  • Collaborazioni e alleanze attivate con enti e organizzazioni del territorio
  • Prospettive concrete di sostenibilità oltre il finanziamento iniziale
  • Condizioni e indicazioni per la trasferibilità in altri contesti o su larga scala
  • Piano di comunicazione e diffusione dei risultati
Punteggio minimo per essere riconosciuto come BPT: 57 punti su 71 (80% del totale).
Il punteggio si calcola sommando le risposte affermative alle 71 domande. La valutazione è condotta da due lettori indipendenti, che restituiscono al responsabile del progetto un riscontro dettagliato.

Come candidare il tuo progetto

La procedura è riservata a progetti piemontesi pubblicati su Pro.Sa. Prima di avviare la candidatura, è necessario verificare che il progetto soddisfi tutti i seguenti pre-requisiti — definiti dalla Griglia BPT versione 2020.

Il progetto deve:

  • Non essere di tipo esclusivamente informativo (non basta distribuire materiali o fare una campagna)
  • Avere la Scheda Progetto in Pro.Sa. pubblica e completa, con il documento progettuale e una relazione rendicontativa allegati
  • Avere le Schede Intervento pubblicate e complete
  • Essere stato valutato con una valutazione sia di processo sia di impatto

Il gruppo di lavoro deve essere:

  • Multi-disciplinare e multi-professionale (diverse figure professionali e/o servizi della stessa organizzazione)
  • Multi-settoriale (sanità, istruzione, sociale, culturale, ambientale, turistico…)
  • Inclusivo dei rappresentanti dei destinatari — quelli a cui il progetto si rivolge devono aver avuto una voce

La documentazione deve includere:

  • Documento progettuale e relazione con dati di valutazione di processo e di impatto
  • Strumenti usati per l'analisi del contesto e dei determinanti di salute
  • Strumenti usati per la valutazione di processo e di risultato
  • Materiali operativi degli interventi (kit didattici, schede, guide…)
  • Strumenti e prodotti di comunicazione
  • Bibliografia dettagliata su prove di efficacia, modelli teorici e buone pratiche
  • Allegati nominati in modo chiaro, con titolo che ne espliciti il contenuto
  • Eventuali atti ufficiali che formalizzano il gruppo di lavoro (delibere, determine…)

Se tutti i pre-requisiti sono soddisfatti, il progetto viene assegnato a due lettori indipendenti che applicano la Griglia BPT nelle tre aree. Al termine della valutazione, il responsabile del progetto riceve un riscontro dettagliato — con punti di forza e aree di miglioramento — utile indipendentemente dall'esito finale.

Per avviare la candidatura, utilizza l'apposita funzione disponibile nell'area riservata di Pro.Sa. dopo aver completato la scheda progetto.

Contatti

Per informazioni sulla procedura di candidatura e valutazione delle Buone Pratiche Trasferibili, scrivi a:

hd.prosa@dors.it — helpdesk Pro.Sa.
rita.longo@dors.it — referente BPT, DoRS Regione Piemonte

Riferimenti e documentazione

Per approfondire il tema delle Buone Pratiche in promozione della salute:

Banca dati PRO.SA.

Le Buone Pratiche Trasferibili riconosciute

Nessuna Buona Pratica Trasferibile al momento disponibile.